Ambiente

Economia circolare: nuovi piani per il settore tessile

La Commissione Europea incentiva la ripartenza del settore tessile a seguito della pandemia con misure green

15 apr 2022

Il settore tessile tra il 2000 ed 2015 ha duplicato la sua produzione, mentre è previsto che l’attuale trend subisca un incremento del 63% entro il 2030. Se da un lato tali incrementi sono positivi, dall’altro preoccupano la Comunità Europea, in quanto il settore tessile rientra tra i più impattanti su ambiente e clima. In modo specifico il settore tessile risulta il quarto settore ad impattare in modo negativo sull’ambiente e sul clima ed il terzo sui consumi d’acqua.

Questi impatti negativi affondano le loro radici in un modello lineare caratterizzato da bassi tassi di utilizzo, riutilizzo, riparazione e riciclaggio di fibre tessili e che spesso non pone la qualità, la durata e la riciclabilità come priorità per la progettazione e la produzione di abbigliamento.

Nasce da queste necessità l’esigenza di riconfigurare il settore tessile in modo da promuoverne la ripartenza post-COVID-19 non solo in termini di innovazione ma anche di sostenibilità ed economia circolare.

Secondo la Commissione le iniziative regolatorie dovranno mirare a ridurre l’emissione di carbonio da parte del settore industriale tessile, generare tessuti bio-based, utilizzare tessuti sempre più resistenti, incentivare il riutilizzo o il riciclo (a tal proposito la Commissione ha incentivato gli Stati Membri ad applicare una tassazione favorevole per il settore della riparazione e riutilizzo).

Le misure che l’Europa dovrà adottare nel tempo al fine di raggiungere i suoi obiettivi sono riassunte nell’Allegato del documento della Commissione Europea “EU Strategy for Sustainable and Circular Textiles”, tra le principali attività concrete ritroviamo, oltre a quelle già sopra citate:

  • introduzione di requisiti obbligatori per la sostenibilità ambientale dei tessili entro il 2024;
  • introduzione di un passaporto digitale con requisiti informativi sulla sostenibilità ambientale (2024);
  • divulgazione del numero di prodotti scartati da parte delle grandi imprese e loro successivo trattamento, regole per vietare la distruzione dei prodotti tessili invenduti (2024);
  • revisione del regolamento sull'etichettatura dei prodotti tessili e considerazione dell'introduzione di un'etichetta digitale (2023);
  • implementare la direttiva Corporate Sustainability Due Diligence nel settore tessile a partire dal 2023;
  • revisione dei criteri del marchio Ecolabel UE per i tessili e le calzature entro il 2024.


Queste azioni, in linea con il nuovo Piano Europeo sull’Economia Circolare, porteranno a raggiungere l’obbiettivo di riduzione dell’impatto ambientale del settore tessile entro il 2030.

I cittadini europei stessi saranno chiamati ad adottare comportamenti maggiormente responsabili e anche per tale motivo è indispensabile tenere monitorata la situazione al fine di applicare le corrette azioni anche nella vita di tutti i giorni.


Fonte: Commissione europea