Divieto di utilizzo dei PFAS nelle schiume antincendio
ECHA apre i 6 mesi di consultazioni pubbliche a partire dal 23 Marzo 2022
07 mar 2022I PFAS sono sostanze che da anni attirano l’attenzione di molti nell’ambito regolatorio. Dal settore alimentare a quello ambientale, l’uso dei PFAS viene sempre più regolamentato.
I PFAS sono una famiglia composta da migliaia di sostanze che trovano largo utilizzo in molti settori. La caratteristica peculiare di queste sostanze è il fatto di essere fortemente persistenti sia negli organismi che nell’ambiente: tale proprietà è fonte delle maggiori preoccupazioni da parte delle autorità e dei consumatori.
Molte di queste sostanze sono già state vietate o limitate nel loro uso in molti Stati europei e non solo; alcuni stati d’oltreoceano ne stanno vietando totalmente l’utilizzo, ad esempio negli imballaggi. La Danimarca già da tempo ne vieta la loro presenza nella carta destinata all’uso alimentare.
L’agenzia Europea ECHA, non ultima in questa campagna di tutela della salute dell’uomo, ha proposto di bandire l’immissione sul mercato, l’uso e l’esportazione dei PFAS nelle schiume antincendio.
Nel dossier di restrizione pubblicato il 23 febbraio 2022 viene sottolineata l’impossibilità di controllare in modo adeguato gli effetti generati dall’uso dei PFAS nelle schiume antiincendio.
La proposta prevede di imporre un limite di 1 ppm per i PFAS contenuti nelle schiume antincendio.
Sono inoltre previsti molteplici periodi di transizione, tra cui:
- 18 mesi per i vigili del fuoco municipali, salvo che siano responsabili anche degli incendi industriali per gli stabilimenti disciplinati dalla Direttiva Seveso;
- tre anni per le navi civili;
- cinque anni per gli estintori portatili;
- dieci anni per gli stabilimenti disciplinati dalla Direttiva Seveso;
- cinque anni per qualsiasi altro uso.
ECHA ha indetto 6 mesi di consultazione pubblica a partire dal 23 marzo 2022.
Siamo ancora lontani quindi dalla decisione finale che è prevista per il 2023, quando anche il SEAC esprimerà il suo parere, mentre il RAC dovrebbe poter fornire le sue considerazioni già alla fine del 2022; è bene tuttavia monitorare le consultazioni e iniziare a pensare a dei validi sostituti dei PFAS, più sicuri e allo stesso modo performanti.
Fonte: ECHA
