REACH

Annuncio da parte dell’ANSES di prioritizzazione della valutazione di 106 sostanze usate nell’ambito delle sigarette elettroniche

L’agenzia francese ‘ANSES’ prioritizza lo studio di 106 sostanze emesse dalle sigarette elettroniche al fine di valutare i rischi connessi alla loro inalazione

21 mar 2022

Negli ultimi anni il commercio di sigarette elettroniche ha subito un tale incremento da risultare uno dei mercati più attivi e dinamici a livello mondiale.

La sigaretta elettronica (in gergo definita ‘svapo’ o ‘e-cig’) è un dispositivo elettronico progettato con una duplice finalità ossia aiutare i fumatori ad eliminare il vizio del fumo e proteggere la salute umana da sostanze/sottoprodotti di combustione, del tabacco e non solo, tipici di pipe, sigari e sigarette, in quanto altamente irritanti/tossici e talvolta comprovati cancerogeni (come ammine aromatiche, nitrosammine, idrocarburi ciclici e policiclici aromatici, arsenico, cromo ecc…)

L’atto di fumare viene infatti sostituito dall’inalazione di liquidi vaporizzati elettricamente in genere costituiti da glicerolo vegetale, glicole propilenico, acqua, possibile presenza di nicotina e spesso diverse sostanze aromatizzanti (rinfrescanti, dolci, fruttate…), con conseguente rilascio di vapore acqueo.

Ma le sostanze emesse da tali dispositivi sono davvero così innocue per la nostra salute?

Gran parte del business delle e-cig si sviluppa attorno ad una continua ricerca e produzione di liquidi dai gusti nuovi e particolari. Attualmente i produttori di liquidi immessi sul mercato UE sono soggetti a normative europee che impongono loro obblighi di dichiarazione e/o il divieto di utilizzo di certe sostanze nei processi di formulazione. Tali disposizioni non riguardano però i cosiddetti liquidi ‘home-made’ ossia realizzabili direttamente dagli utenti stessi previo acquisto dei singoli ingredienti.

Tuttavia, il consumo di liquidi privi di controlli regolatori (es. determinazione della composizione finale e conoscenza di sostanze emesse post vaporizzazione) massimizza il potenziale rischio di esposizione degli utenti all’inalazione di sostanze pericolose per la salute.   

Proprio per questo motivo, dati di letteratura e testimonianze di affermati fornitori di liquidi e-cig, hanno aiutato l’agenzia francese ‘ANSES’ (Agenzia Nazionale per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro) a stilare una lista di 1775 sostanze e di prioritizzarne l’indagine di 106 particolarmente preoccupanti in quanto cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione (es. formaldeide, acroleina, piombo…), che potrebbero trovarsi e/o svilupparsi dai liquidi e-cig ‘fai da te’.

Pertanto, l’ANSES darà avvio ad una campagna di analisi dei livelli di concentrazione di queste sostanze prioritizzate a cui seguirà una stima dell’esposizione al fine di produrre un’adeguata valutazione del rischio per ciascuna di esse. Ciò permetterà di definire nuove disposizioni e/o applicare le attuali normative vigenti in materia, anche ai liquidi realizzabili dagli utenti, il tutto per implementare ed ottenere un migliore sistema di protezione della salute esteso all’intero mondo dei ‘vapers’.


Fonte: Chemical Watch, ANSES